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© 2019, Barbara Cardone architect
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Al via il progetto PARA/CASA


B. - Febbraio 1, 2019 - 1 comment

La casa come luogo intimo, privato, è uno spazio complesso che assolve ai bisogni fisici primari, garantendo protezione e riparo, e al contempo è investita di molteplici valenze sentimentali e sensoriali, specifiche per ognuno di noi. L’unico luogo dove istinto e razionalità trovano espressione in una forma che è per l’uomo e dell’uomo. La casa rappresenta il nostro mondo materico, nello stesso momento in cui racchiude i nostri desideri e aspirazioni. È una trama intessuta di rapporti: con noi stessi, con gli altri, con le forme che la definiscono. È una esperienza, quella dell’abitare, alla base stessa del vivere e, soprattutto, del vivere insieme.

Pochi associano le proprie problematiche di salute, tra cui anche la depressione e le allergie, alle cattive condizioni di igiene della casa o alla sua errata progettazione degli spazi. Eppure la casa rappresenta la prima causa dell’insorgere di tante patologie, come numerosi studi scientifici evidenziano e considerando che passiamo la maggior parte del nostro tempo tra le mura domestiche.

Questo è ancora più vero per la popolazione di Botucatu, dove sono stata durante il mio ultimo viaggio in Brasile. In quel mese, ho visitato moltissime abitazioni, la maggior parte delle quali con evidenti problemi costruttivi e di igiene, come crepe e muffe. Per i botucatuensi, la casa è il vero fulcro della vita sociale. Dimora, piazza, strada, la casa assume nell’arco della giornata valenze sempre nuove. È un luogo urbano, ancor prima che spazio privato.
Di fronte a queste evidenze, a cui si aggiunge una impellente espansione demografica e una conseguente richiesta di nuovi alloggi, non si sono trovate ancora risposte adeguate.

Ho in mente un progetto, una casa per i botucatuensi.

Una casa che li rappresenti, che accolga il loro stile di vita, che sia rappresentazione della loro socialità e della loro voglia di stare insieme. Soprattutto una casa per la gente, sana e sapientemente progettata.
Per presentare il progetto, ho deciso di realizzare un documentario insieme ad un team multidisciplinare, poiché credo che raccontare la città e le persone, ancor prima che il progetto della casa in sé, sia fondamentale e possa infrangere barriere difficili da affrontare.